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Naoko Takeuchi

Naoko Takeuchi è nata nel 1967 a Kofu, nella prefettura di Yamanashi. Il suo primo lavoro, "Love Call", scritto nel 1986, vinse due volte il premio per nuovi artisti della Kodansha, e venne pubblicato su Nakayoshi nel Dicembre dello stesso anno. In seguito cominciò a disegnare per la Kodansha a tempo pieno, con lavori come "Prism Time" (una raccolta di alcune sue vecchie storie), "The Cherry Project" (storia d'amore di una pattinatrice) e "Miss Rain" (storie d'amore di normali liceali). Nel 1991 scrisse una storia a proposito di una supereroina chiamata "Codename wa Sailor V" sul numero estivo di Run Run (pubblicazione sorella di Nakayoshi), che si rivelò molto popolare. Forte di questo successo, Naoko Takeuchi scrisse altri episodi con Minako Aino (Sailor V) come protagonista, con materiale complessivo per due volumi, e nel numero di Febbraio di Nakayoshi disegnò il primo episodio di Sailor Moon. E' da notare che Sailor V si distacca molto per tema dagli altri lavori: l'atmosfera è decisamente più allegra (ricorda molto la versione TV di Sailormoon) e la trama si avvicina molto all'idea dei supereroi (in questo caso delle supereroine). Piccola curiosità: in Sailor V compaiono già alcuni personaggi che faranno comparsa in Sailormoon, come Usagi e Naru, che vengono incrociati da Minako nelle sue peripezie. Gli altri lavori di Naoko Takeuchi sono principalmente storie d'amore, persino Sailormoon può essere considerato come la storia del rapporto tra Usagi e Mamoru (questo spiega anche il grande peso dato a questi due personaggi rispetto agli altri). L'autrice fu molto felice dell'idea di creare una serie TV dal suo manga, ed accettò la collaborazione con lo staff della Toei. In pratica cominciò a lavorare come consulente: diede la trama generale da rispettare e si preoccupò del profilo dei personaggi. Dopo la fine di Sailormoon, si attese il suo nuovo lavoro, previsto per il settembre '97. Nel frattempo, oltre a curare la pubblicazione del terzo volume di Sailor V, ha scritto storie brevi per la rivista "Amie

Il motivo per cui ho voluto anticiparvi l'aggiornamento sulla Takeuchi l'ho scoprirete prossimamente, anche se ho lasciato qualche traccia...^^
Linko il sito da cui ho tratto le informazioni, ringraziandolo

By Annette86 (^__^)/



Anime&Manga
Annette86 ¦ 13:44:00 ¦ 28/08/2006 ¦ Permalink ¦ 29 Commenti [popup]
Tanti Auguri Vale

Vorrei fare i migliori Auguri di Buon Compleanno alla mia compagnetta Valentina che oggi taglia il traguardo dei 19!

Con affetto, Annette86



Annette86 ¦ 11:20:00 ¦ 23/08/2006 ¦ Permalink ¦ 10 Commenti [popup]
Bon-odori

L'estate giapponese ha tre simboli fondamentali: suika (cocomero), hanabi (fuochi d'artificio) e bon odori. La terza è una festa per le anime dei morti che tornano alla loro casa e che si è conclusa da pochi giorni.

Tōrō nagashi (o shoro nagashi) è una cerimonia buddhista per la commemorazione degli antenati, durante la quale delle lanterne di carta vengono poste sulle acque di un fiume o lungo le rive dell’oceano. Si tratta di lanterne votive, ognuna delle quali reca il nome di un defunto, con all’interno delle piccole candele appoggiate su una base di legno o bambù, utili ad indicare la strada agli spiriti per un sicuro ritorno nel loro mondo.

La cerimonia segna la fine dello O-bon, versione giapponese della festività Buddhista Ullambana (termine sanscrito con cui si indicavano le “Cerimonie per gli antenati”). La festività dello O-bon deve le sue origini al “sutra Urabon”. Tale sutra (in giapponese Urabon-kyō) si sosteneva fosse stato scritto da uno dei 10 discepoli di Sākyamuni – il Buddha storico e precisamente da Mahamaudgalyāyana, in giapponese Mokuren. Si tramandava infatti che Mokuren fosse riuscito a vedere, nonostante egli fosse ancora in vita, le indicibili sofferenze cui era sottoposta l’anima defunta della propria madre nel gakidō, uno dei tre ‘luogi malvagi’ della tradizione buddhista. Nel gakidō le anime dei morti non potevano né bere né mangiare ed erano sottoposti ad una condizione di fame eterna. Ai livelli più bassi del regno dei morti, dunque di più atroce sofferenza vi era il jigokudō, un vero e proprio inferno simile alla tradizione occidentale dell’Averno greco; l’ultimo dei tre luoghi malvagi, in una scala che dal basso saliva verso l’alto e dunque da atroci sofferenze a sofferenze più lievi, era il chikushōdō, il regno in cui chi si era macchiato di colpe non molto gravi, rinasceva nel corpo e nelle sembianze di umili animali e la sofferenza era legata al tipo di vita che l’anima reincarnata doveva condurre. Dopo aver visto le sofferenze della madre defunta, Mokuren insegnò ai monaci l’arte di celebrare degli uffizi funebri per i morti, offrendo loro anche cose da mangiare; da questo suo racconto e dalla tradizione di aneddotica religiosa (setsuwa) incentrata sulla figura e la vita del discepolo Mokuren sarebbe nato lo Urabon-kyō.

La cerimonia delle lanterne era originariamente celebrata, secondo il calendario lunare, il 16 Luglio; ora, in base al nuovo calendario solare, dal 13 al 15 o 16 Agosto (dipende dalle province). Secondo un’antica credenza il primo giorno dell’ottavo mese lunare le porte dell’Oltre-tomba (Yomi no kuni) si aprono e viene consentito alle anime dei defunti di tornare sulla terra per 15 giorni, per far visita ai propri congiunti ancora in vita. È quindi una festa di bentornato che i vivi fanno ai loro parenti, recitando i sutra (le letture buddiste), facendo offerte, anche alimentari, per alleviare le loro sofferenze e ballando la danza Bon-Odori, in cui giovani vestiti con lo yukata (kimono estivo in cotone), si muovono in circolo attorno al taiko, il suonatore di tamburo.

Lo O-bon è una festività molto antica:
veniva celebrata già dalla prima imperatrice del Giappone nel quattordicesimo anno del suo regno (intorno al 606). Tuttavia, soltanto nel periodo Edo (1600-1868) diventò un festival per tutta la popolazione, a causa dei costi fino ad allora elevati delle candele e delle lanterne.
Durante lo O-bon, il legame molto stretto tra i vivi e i morti è vissuto collettivamente, non privatamente come avviene nel resto dell’anno. Per capire quanto questo legame sia forte, basta pensare che i defunti vengono cremati, dopodiché le loro ceneri vengono custodite in casa per 49 giorni, passati i quali l’urna (kotsutsubo) viene deposta nella tomba (o-haka).
In quei giorni è consuetudine l’ohaka mairi, la visita alle tombe degli antenati, lavandole, mettendovi fiori freschi, offrendo incenso (senko), candele (warosoko), cibi e preghiere.
Dopo la visita al cimitero, vengono esplosi i fuochi d’artificio (hana-bi) per dare agli spiriti il bentornato nel loro mondo.
Alla fine della festa, insieme ai fuochi per accompagnarli nel viaggio di ritorno (okuri-bi), si fanno le tōrō nagashi, “lanterne galleggianti”, per poi lasciarle navigare e guidarli.
Centinaia di lanterne colorate, più o meno elaborate e preziose, si muovono dolcemente sull’acqua; tra di esse spiccano quelle bianche,
riservate alla commemorazione dei defunti morti nell’anno in corso.

Nella città di Hiroshima, la cerimonia del tōrō nagashi assume anche il valore di commemorazione per tutte le vittime della bomba atomica del 6 agosto 1945, durante la Seconda Guerra Mondiale. Era infatti proprio il periodo in cui si commemorano i morti, il lontano Agosto 1945, quando le bombe atomiche su Nagasaki e Hiroshima uccisero 215.000 persone, lasciando dietro di sé un enorme numero di feriti, ustionati e persone che negli anni seguenti sarebbero morti per malattie legate alle radiazioni. Per questa ragione, l’antica cerimonia del Tōro nagashi ha assunto nel Giappone moderno e post-moderno un forte significato di commemorazione nazionale per tutte le vittime delle guerre, meno religioso, forse, rispetto ai significati originari, ma profondamente radicato nella celebrazione della pace, come valore universale.

Nei quattro giorni dell'Obon, si può avere un tipico programma, come segue:

13/14 agosto: mukaebi
Si accendono candele, lanterne e fuochi per ricevere le anime


15 agosto: obon
I parenti si riuniscono, visitano il cimitero, mangiano insieme


16 agosto: okuribi
Si accendono candele, lanterne e fuochi per mostrare alle anime la strada di ritorno all'aldilà

Un ringraziamento al sito da cui ho tratto l'aggiornamento
By Annette86

 

 

 



Japan
Annette86 ¦ 14:34:00 ¦ 18/08/2006 ¦ Permalink ¦ 8 Commenti [popup]
Ferragosto 2006

Ciao a tutti!
É da parecchio tempo che non aggiorno ma con le vacanze estive (il caldo che fa) chi ha voglia di stare al pc?
Cercherò di raccontare alcune cose che sono successe in questi ultimi giorni...

Domenica 13 Agosto
Mia sorella è andata ad una cresima e per accontentare la mamma, io e mio fratello Spyro siamo usciti con lei...abbiamo fatto un giretto intorno all'Etna, siamo saliti da una parte e scesi dall'altra... girando girando siamo finiti nella parte dove è situato l'osservatorio e li vicino c'era una chiesa che metteva a dir poco paura...non saprei, sembrava di assistere ad una di quelle scene nei film horror in cui i protagonisti si ritrovano come in una città fantasma e a poco a poco vengono decimati O__o
sono rimasta completamente affascinata, invece, dal cielo stellato...
C'è, però, un piccolo dettaglio...
...la sottoscritta ha il 'mal d'auto' ed ogni volta che salgo su in montagna mi sento malissimo...come è accaduto anche domenica, infatti, mi sono praticamente sentita morire T__T quelle curve sembravano non avere mai fine O__o

Oggi 15 Agosto
In occasione del Ferragosto, quest'anno abbiamo pensato di passare una tranquilla giornata da mia nonna. Siamo arrivati verso le 11, mentre mia madre cucinava, io e Spyro ci siamo messi a giocare a carte ascoltando un pò di musica al portatile...inutile dire chi ha vinto! ^^ ih ih ih sono imbattibile!
Non sembra niente di speciale come programma ma, sia io che Spyro ci siamo divertiti!

By Annette86



Annette86 ¦ 15:37:00 ¦ 15/08/2006 ¦ Permalink ¦ 7 Commenti [popup]
Inuyasha

Ciao a tutti!
Ricordate un mio precedente post in cui vi parlo di Ranma? No,
cliccate qui ^__^
Vorrei aggiornare per proporvi uno dei miei tanti titoli preferiti...

Inu Yasha (犬夜叉) è il titolo di un manga giapponese scritto e disegnato da Rumiko Takahashi, che prende il nome dal protagonista principale, un mezzo demone. Dalla serie è stato anche tratto una serie animata ed alcuni film...
...anche la serie animata prende il nome dal personaggio principale, Inuyasha, il cui nome significa letteralmente "Cane demone": inu
(), significa cane; yasha (夜叉), è un tipo di yookai, spirito della foresta. Il titolo completo è Inuyasha, una favola del periodo sengoku (戦国お伽草子ー犬夜叉 - Sengoku Otogi Zōshi Inuyasha)

La trama
Kagome Higurashi è una ragazza giapponese che vive nell’antico tempio shintoista di famiglia; nel giorno del suo quindicesimo compleanno viene risucchiata all’interno dell’antico pozzo annesso al santuario da un enorme demone a forma di millepiedi, risvegliatosi grazie al potere spirituale di Kagome e trasportata nell’epoca Sengoku. Infatti,la giovane nasconde all’interno di sé la leggendaria Sfera dei Quattro Spiriti (o Sfera degli Shikon), capace di donare immensi poteri al demone che la possiede. Successivamente si scopre che Kagome stessa è la reincarnazione della sacerdotessa addetta alla protezione del gioiello, Kikyo, che perì cinquanta anni prima in combattimento contro il mezzo demone Inuyasha, che da allora è inchiodato a un albero da una freccia sacra.
Purtroppo Kagome frantuma la sfera, le cui schegge si sparpagliano per tutto il Giappone medievale. A questo punto dovrà unire le sue forze a quelle di Inuyasha (liberato dal sigillo che lo bloccava da Kagome stessa) per riunire la gemma, anche se le intenzioni del giovane mezzo demone non appaiono né chiare nè pacifiche. Ai due,tra cui si sviluppa un forte legame dopo un inizio turbolento, ben presto si aggiungono nuovi compagni di viaggio: Shippo, piccolo cucciolo di volpe; Miroku, giovane bonzo che porta su di sé una tremenda maledizione; infine Sango, risoluta cacciatrice di demoni alla ricerca del fratellino Kohaku. Tutti questi personaggi sono legati tra loro dall’odio comune verso Naraku,il grande cattivo della storia, un mezzo demone che aspira a riunire la Sfera per aumentare il proprio potere demoniaco.
La Sfera dei quattro spiriti è il motore centrale della storia: può rendere invincibile un demone od un umano che ne entri in possesso e può essere sia uno strumento del male che del bene. La fonte del suo potere è dovuta al fatto che al suo interno dimorano gli spiriti in continua lotta di una sacerdotessa, di nome Midoriko, e di un demone gigantesco. Quando ad usare la sfera è una persona dall'animo buono, la sfera si purifica, riducendosi. Se invece è un demone o una persona dall'anima malvagia ad usarla, la sfera si incupisce, e la sua parte malvagia prende il sopravvento. A causa di una freccia lanciata da Kagome, la sfera è finita in mille pezzi che si sono dispersi in tutto il Giappone dell'era Sengoku.
Comunque anche i suoi singoli frammenti possono aumentare la potenza dei demoni; si dice inoltre che, se completa, sia in grado di trasformare un mezzodemone in un demone completo o in un umano a seconda del suo desiderio (Inuyasha la cerca per poter diventare un demone completo), o dare qualche altro misterioso potere
.

Un ringraziamento al sito dal quale ho tratto il tutto
Spero possa, il mio aggiornamento, avvicinarvi al fantastico mondo degli anime
By Annette86



Anime&Manga
Annette86 ¦ 20:00:00 ¦ 09/08/2006 ¦ Permalink ¦ 6 Commenti [popup]
Auguri Erika! ^__^

Salve a tutti gente!
Oggi la mia adorabile compagnetta Erika compie 19 anni...
...ed io vorrei farle gli Auguri più speciali, originali e strambi che si possano fare ad una persona eccezionale come lei...

Otanjoobi omedetoo gozaimasu! ^^
(Tanti Auguri di Buon Compleanno!)

Con affetto, Annette86



Annette86 ¦ 16:22:00 ¦ 07/08/2006 ¦ Permalink ¦ 3 Commenti [popup]
Una tranquilla domenica di agosto

Ciaoooooooooo a tutti visitatori del blog^^ come state?
Minna-san kon'nichiwa! Ogenki desu ka?

É una splendida domenica di agosto, abbiamo da non molto finito di pranzare e adesso la famigliola si è riunita per chiaccherare del più e del meno anche se mia mamma con mia sorella stanno 'massacrando' Spyro con delle prediche...ih ih ih ^^ povero fratellino^^

Lo ammetto, il vero motivo per cui sto aggiornando è perchè ho appena ricevute le foto di Asami, la ragazza di Tokyo con cui da tempo mi scrivo, e sono troppo contenta^^

Quindi, vista la tranquilla 'aria' che si respira...
...non mi resta che augurarvi una splendida Buona Domenica...
...Annette86^__^



Annette86 ¦ 14:36:00 ¦ 06/08/2006 ¦ Permalink ¦ 8 Commenti [popup]
Corrispondenza ^__^

Ciaoooooo a tutti!^__^
Restando in tema 'Giappone' (si lo so di quante volte lo nomino un giorno mi ci manderete sul serio...il che non sarebbe male^__^ [per chi magari non lo avesse capito mi rifaccio al detto "ti mando a quel paese"]^__^) comunque non perdiamo il filo del discorso.
Oggi aggiorno perchè dopo più di un mese che non ci sentivamo, mi ha riscritto Asami.
Chi è Asami? Ve lo dico subito...
...Una ragazza davvero simpaticissima di 18anni che vive a Tokyo!
Si si, proprio Tokyo!... Chissà se un giorno ci incontreremo
Penso che possiate immaginare la mia felicità quando quel lontano 12/02/2006 aprendo casualmente la mia email, ho trovato la sua risposta alla mia lettera...
Indescrivibile momento!
^__^

Bisogna anche dire che così si fa un uso più 'piacevole' dell'inglese e inoltre, a mio parere e per esperienza personale, s'impara di più

Vi metto il link di un mio post che avevo fatto tempo fa su un sito che vi da la possibilità di contattare tanta gente che vive in ongi parte del mondo...
Cliccate su '
Corrispondenza'

Un buon fine settimana
dalla vostra
Annette86^__^



Japan
Annette86 ¦ 13:17:00 ¦ 05/08/2006 ¦ Permalink ¦ 6 Commenti [popup]
Il Manga

Manga (漫画 man = casuale, ga = disegno) alla lettera significa "immagini casuali" o "immagini senza nesso logico". In Giappone manga indica il fumetto in generale, mentre la regola è specificare l'origine dei fumetti, se stranieri o importati: quelli provenienti dall'Italia verrebbero ad esempio chiamati "Itaria no manga" (イタリアの漫画), letteralmente "manga italiani". In Italia tuttavia è ormai comune associare la parola manga ai fumetti di sola provenienza nipponica. Nel paese del Sol Levante i fumetti hanno un ruolo decisamente importante e sono considerati un mezzo espressivo non meno degno di libri o film.

Caratteristiche
Le caratteristiche stilistiche dei manga possono provocare nel lettore alcune incertezze nella classificazione del genere. Tendenzialmente in Europa
si identifica il fumetto con una produzione per bambini e ragazzi (esistono naturalmente fumetti cosiddetti "d'autore", dedicati a un pubblico più maturo, ma sono facilmente riconoscibli). I manga, con le loro figure dai tratti spesso infantili, suscitano inizialmente una certa confusione. Molti personaggi dei vari racconti presentano ad esempio occhi estremamente grandi, sovraproporzionati. L'origine di questa caratteristica è un prestito culturale che si fa risalire al famoso autore Osamu Tezuka (1928-1989), soprannominato il dio dei manga.

La Pubblicazione in Giappone
I manga vengono pubblicati in Giappone
inizialmente all'interno di grossi albi, stampati in bianco e nero su carta di qualità scadente. Soltanto alcune pagine introduttive sono talvolta a colori e su carta migliore, generalmente allo scopo di introdurre i personaggi della vicenda. In ognuno di questi albi vengono raccolte numerose storie a puntate.
Tramite un'inchiesta fra i lettori viene verificato il successo delle singole serie, cosicché alcune possono essere interrotte anzitempo e altre, al contrario, meritare di essere stampate a parte, sotto forma di albi monografici di qualità migliore in più volumetti.
A differenza dei fumetti occidentali, le avventure dei manga hanno, per quanto riguarda i protagonisti, un inizio ed una fine. Il personaggio ideato dall'autore e/o disegnatore appare sulla scena nel primo volume, "vive" la sua vicenda e, al termine della serie (alcune storie possono raggiungere le 150 puntate), esce di scena e non "interpreterà" altre serie. Alcune eccezioni si possono rilevare per personaggi molto amati dal pubblico, che vengono ripresentati in varianti della storia principale, oppure di cui si raccontano episodi accaduti anteriormente all'inizio della serie principale.
Spesso il successo di un personaggio di un manga si risolve in una trasposizione più o meno fedele delle sue avventure sotto forma di anime
, cioè di cartone animato.

L'impaginazione e la struttura della pagina
Il manga giapponese si legge al contrario rispetto al fumetto occidentale, e cioè dall'ultima alla prima pagina (secondo le consuetudini occidentali), con la rilegatura alla destra del lettore e le pagine "libere" alla sinistra. Anche le vignette si leggono da destra verso sinistra, dall'alto verso il basso.
Nel corso del tempo ci sono stati alcuni mutamenti nella disposizione delle vignette. Inizialmente prevaleva la disposizione verticale; successivamente, nei tardi anni quaranta, è stata introdotta anche la disposizione orizzontale, quella attuale. Nelle storie più accurate dal punto di vista stilistico, queste due disposizioni si sovrappongono e vengono entrambe usate, creando un percorso di lettura piuttosto complesso per le abitudini del lettore occidentale, ma con un preciso intento stilistico.
Mentre le storie di avventura dedicate a un pubblico di ragazzi e adulti maschi sono caratterizzate da una disposizione abbastanza semplice, si è creato nel genere dedicato alle ragazze, lo shojo (spesso disegnato da donne), un modo innovativo di trattare la disposizione delle singole vignette. Per creare effetti drammatici intensi e sottolineare i sentimenti che entrano in gioco nella storia, il disegnatore (o la disegnatrice) fa spesso scomparire le linee divisorie delle singole vignette. La struttura della pagina diventa più importante di quella del riquadro isolato. Così una sola scena si può sviluppare su due intere pagine a fronte, i contorni dei pannelli si sovrappongono, e con essi i vari significati trasmessi dal disegno.
Anche il balloon
contenente il testo non è più presentato su di un'unica linea di lettura: compaiono fumetti di testo pensato, di testo parlato, di testo fuori campo che si distinguono tra loro solo per lievi differenze grafiche e sono posizionati nella pagina in maniera apparentemente confusa.
In realtà, un lettore giapponese, allenato alla lettura non alfabetica, riesce più facilamente di un lettore occidentale alle prime armi a orientarsi in questo universo di segni, dove gli viene offerta una grande libertà di percorso. Gli occhi vagano nella pagina cogliendo inizialmente alcuni dettagli, scelgono di soffermarsi prima su alcuni tipi di testo e poi su altri, ricavando alla fine non una lettura analitica di contenuti, ma una coinvolgente impressione generale di ciò che sta accadendo.

Un ringraziamento a Wikipedia
Annette86^__^



Anime&Manga
Annette86 ¦ 18:13:00 ¦ 01/08/2006 ¦ Permalink ¦ 7 Commenti [popup]